Racconti del cuore

Un genere molto estivo, prima abbastanza accantonato e oggi addirittura finalista al Premio Strega. Alcuni lettori non riescono ad affezionarsi a un testo di poche pagine, personaggi che finiscono poco dopo essere cominciati, trame di breve durata o spesso senza fine; altri, i veri higlander, sono fan dotati di una passione commovente verso questo genere di letteratura. Difficilissima, molto più che il romanzo, ma intensa scrittura per pochi scrittori che ne sono in grado.

Personalmente, non sono una grande lettrice di racconti, ma lo sono stata. E alcuni mi hanno segnata e segneranno generazioni di lettori di ogni età. Prendete una sdraio, un’amaca, una stuoietta per il parco della vostra città; pochi viveri, non avete molto tempo e nemmeno serve; Aprite il libro con un sorriso e siate socievoli. Oggi conoscerete molta gente di carta e inchiostro che vi verrà sempre a salutare volentieri.

Questi sono i mei preferiti:

  • La maschera della morte rossa in Racconti del terrore, Edgar Allan Poe, BUR, I classici blu, Milano 2004. Poe è stato il miglior autore di racconti (dell’orrore e non) della letteratura anglosassone (e non solo), ne ha scritti moltissimi ma questo è qualcosa di insuperabile e insuperato, almeno finora. Otto pagine e i tendaggi di casa non vi hanno mai fatto paura così tanto.
  • L’ultima domanda in Sogni di robot, Isaac Asimov, Il Saggiatore, Tascabili, Milano 2009. Non potevo non citare i racconti di robot del mio adorato Asimov, che è stato essenzialmente autore di racconti per tutta la vita, nonostante la carriera lo abbia portato anche a scrivere in altre modalità. Questo racconto, se non lo conoscete, non parla di robot ma di domande a cui l’essere umano e gli alieni cercano da sempre di rispondere: cosa succederebbe se l’ultima domanda fosse posta? E come si collega al successivo L’ultima risposta? L’ultimo paragrafo di questa parabola, perché di esegesi biblica stiamo parlando, è la fine più straziante mai concepita.
  • I nove miliardi nomi di Dio, Arthur C. Clarke, in Le grandi storie della fantascienza 15, a c. di Isaac Asimov e Martin H. Greenberg, Bompiani, Grandi Tascabili, Milano 1997. Il racconto si trova anche in altre antologie o persino in pdf, basta cercare. Arthur C. Clarke non ha di certo bisogno di presentazioni e questo racconto di fantascienza che fa rabbrividire il lettore lo conferma: se L’ultima domanda è il Vecchio Testamento, Clarke rielabora il Nuovo.  La strepitosa puntata Il mestiere di Dio della terza stagione di Futurama è tratta proprio da qui, ovviamente con la voce del sempre fido Matt Groening.
  • I morti in Gente di Dublino, James Joyce, Oscar Mondadori, Classici Moderni, Milano 2007. Lo lessi per le vacanze estive alle superiori, lo trovai ben scritto; lo lessi un anno dopo per i fatti miei, dopo aver visto il film che ne trasse John Huston nel 1987, me ne innamorai. Malinconico all’inizio e tragico alla fine, il racconto è capace di pervadere il lettore di una tristezza che probabilmente non ha mai provato in vita sua. Per l’effetto, è paragonabile a Evelyn, contenuto nella stessa raccolta ma, a torto, molto meno famoso.
  • Il treno ha fischiato in Novelle per un anno, Luigi Pirandello, BUR, Classici Moderni, Milano 2007. Quando costringono i ragazzi di sedici anni a leggerlo, raramente viene spiegata la sua portata concettuale e la sua genialità: Pirandello non ha sicuramente bisogno di essere elogiato in questa sede né solo per questa novella, ma penso che questo sia proprio l’esempio migliore per capire l’uomo moderno e le sue psicosi. Avete mai visto Un giorno di ordinaria follia con Michael Douglas? Ecco, la base è la stessa. Cosa succede a un uomo represso, sconfitto, disprezzato, annientato, schiacciato, deriso, ignorato? E quando finalmente si intravede un barlume di libertà, cosa sono disposti a fare gli altri per non farsi scavalcare? Da leggere, assolutamente.
  • La boutique del mistero, Dino Buzzati, Oscar Mondadori, Classici Moderni, Milano 1992. È un’edizione che ci siamo passati fra sorelle a scuola. Leggete tutti e 31 i racconti di questa antologia, ridete e piangete nel mondo surreale di Buzzati, un gigante della nostra letteratura che le generazioni di oggi rischiano di dimenticare. Fantastico.

Chiaramente ci sarebbero altre centinaia di antologie da citare, ma questi sono i miei racconti del cuore da cui non potrò mai scindermi. Ognuno ha il suo.

Un abbraccio,

Betta La Talpa

RIPRODUZIONE RISERVATA

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Un pensiero riguardo “Racconti del cuore”

  1. […] A ogni lettore il suo genere favorito, ma in Italia, nonostante la crescente presenza fra gli scaffali delle librerie e nei maggiori premi nazionali, il racconto ha sempre qualche difficoltà ad imporsi (per una breve disamina del racconto e dei miei preferiti, vi rimando all’articolo Racconti del cuore). […]

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