Tante leghe in giro per la vita

Vedete questo bell’uomo? Ha l’aria piuttosto ironica e quello sguardo fa sospettare un certo brio, un grande spirito, un’intelligenza brillante…

La fotografia fu scattata da un nobiluomo molto famoso anche oggi, tale Nadar, e il ritratto raffigura un suo caro amico, lo scrittore Jules Gabriel Verne. In occasione dell’uscita della collana in edizione pregiata (Jules Verne), divaghiamo su questo francese qualunque con una grande passione che ha saputo trasformare in lavoro e in destino: difficile non averlo mai sentito nominare, nemmeno per le nuove generazioni, che almeno possono contare su film block-buster come Il giro del mondo in 80 giorni (Frank Coraci, 2004 e Micheal Anderson, 1956), Viaggio al centro della terra 3D (Eric Brevig, 2008) e Viaggio nell’isola misteriosa (Brad Peyton, 2012), di pur scarsa qualità ma almeno capaci di attirare lo spettatore alla verve dei romanzi originali. Ah, non dimentichiamoci che i figli del mitico Emmett “Doc” Brown di Ritorno al futuro III si chiamano Giulio e Verne!

Perché, bisogna saperlo, i romanzi di Jules Verne, anche a 200 anni di distanza, sono ancora dannatamente divertenti e ricchi di colpi di scena che molti scrittori di oggi si sognano. Il lieto fine della scommessa di Phileas Fogg? Pari pari allo shock di quando scopriamo che Darth Vader è padre di Luke Skywalker. La presentazione del caso giornalistico riscosso dal Nautilus? Degno di un’inchiesta sui narcotrafficanti colombiani. La corsa contro il tempo di Michele Strogoff per avvisare il Granduca dell’arrivo dei Tartari? Niente di diverso dall’ansia provocata da 1997 – Fuga da New York  o I guerrieri della notte.

Il Nostro, infatti, non era esattamente un gentiluomo come ci potremmo immaginare. Nato a Nantes nel 1828 da una famiglia estremamente borghese, primo di cinque fratelli, a 11 anni decide di imbarcarsi clandestino su una nave per le Indie, ma il padre lo intercetta poco lontano dalla costa e lo riporta a casa trascinandolo per le orecchie; da questo episodio, la storia vuole che il ragazzo abbia giurato di non viaggiare mai più se non con la fantasia, e da lì nasce lo scrittore. Su desiderio paterno, studia al liceo e si laurea in giurisprudenza a Parigi, ma non molto di nascosto scrive drammi, tragedie e diventa amico di Alexandre Dumas (figlio, poi anche il padre), un altro che di scrittura ne sa abbastanza per capire che il ragazzo ha talento da vendere. Nel 1857 contrae un matrimonio tristissimo con Honorine Morel, una vedova noiosa e troppo bisbetica per comprendere il marito, se non in termini economici; grazie all’indipendenza economica, infatti, Jules avvia del tutto la sua carriera di scrittore: dal 1863 pubblica con l’editore Hetzel i Viaggi Straordinari, 62 romanzi e 18 novelle. Famoso per le sue ricerche a tavolino, ma anche la sua foga di descrivere scientificamente e di capire il mondo che lo circonda, diventa ben presto un autore affermato e con un vasto seguito, composto da una larghissima fetta di giovani, molti adulti e qualche donna, tra cui una straordinaria figura destinata a diventare famosa per i suoi reportage, Nellie Bly (di cui consiglio la biografia scritta da Nicola Attadio, Dove nasce il vento, Bompiani, Milano 2018). Se ci pensate, è paragonabile in qualche modo al nostro caro Emilio Salgari (Lo chiamavano la Tigre). Trasferitosi ad Amiens nel 1872, ne diviene consigliere comunale; eletto presidente degli esperantisti della città, muore nel 1905 cieco, diabetico e paralizzato.

Parlare della sua opera omnia è impossibile: per quanto mi riguarda, posso dirvi che cosa mi ha fatto innamorare di Jules. Ed è piuttosto facile, perché è impossibile non amare il Capitano Nemo/Principe Dakkar e il suo Nautilus  mobilis in mobili, arca di Noè deputata a  preservare quanto di buono l’uomo ha fatto da quel che l’uomo può fare nella sua malvagità, paria del mondo terreno e giustiziere dei popoli oppressi, sostenitore ante litteram dei diritti umani, della libertà umana e dell’indipendenza nazionale; leggete in fila I figli del Capitano Grant, Ventimila leghe sotto i mari e L’isola misteriosa e vi sembrerà di essere in un altro mondo, in un altro tempo. Poi ci sono i viaggi più assurdi e rocamboleschi, come Viaggio al centro della terra, dove seguirete le avventure del professor Lidenbrock e del simpatico nipote Axel leggendo delle rune, fra minerali preziosi e sì, qualche dinosauro; Il giro del mondo in 80 giorni, in cui farete la conoscenza dell’inglese Phileas Fogg, dotato di un invidiabile aplomb, e del suo maggiordomo, Passepartout, ex circense che sogna la tranquillità britannica e si ritrova in India a dorso di elefante e su un treno in corsa davanti a uno strapiombo certamente mortale; Le avventure del capitano Hatteras, alla conquista del Polo Nord, vera dichiarazione d’amore per l’acqua; Dalla Terra alla Luna, ovvero come l’allunaggio sia tutta una montatura, secondo i migliori complotti; Michele Strogoff, bellissimo viaggio nella Russia zarista, in cui corriamo contro il tempo insieme al corriere dello Zar per combattere in tempo i Tartari di Ogareff e Khan, tra i migliori villain moderni; Il raggio verde, ambientato in Scozia, ottimo decalogo su come non accettare le proposte di matrimonio con un “tuttologo” a meno che non appaia il famoso raggio verde del tramonto; L’eterno Adamo, poco conosciuto racconto fantascientifico, da brivido, che spiega passo dopo passo come ricostruire una civiltà dopo l’Apocalisse.

Leggere Jules Verne è combattere, viaggiare, amare, ridere e vedere paesaggi straordinari senza muoversi di un centimetro da casa, in qualsiasi paesino o grande città voi siate. E avremmo ancora bisogno di lui, della sua ironia dissacrante, dei suoi sogni a occhi aperti, delle sue splendide descrizioni, per vivere ancora bene la nostra vita.

Buon viaggio a tutti,

Betta La Talpa

P.S. È inutile darvi le indicazioni bibliografiche di tutti i romanzi di Jules Verne, li trovate ovunque in ogni libreria che si rispetti, soprattutto in un’edizione tascabile come <<I Classici dell’Avventura>>. Vi consiglio però Introduzione a Verne di Bruno Traversetti (Laterza, Roma 1995) e Il caso Verne di Marc Soriano (Emme Edizioni, Milano 1982) per saperne di più sulla curiosa vita e sulla personalità di Jules Verne.

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